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Di Gregorio Alessandro

Alessandro Di Gregorio nasce a Fondi (LT) nel 1981.
Sin dall'infanzia si nota una spiccata predisposizione verso l'arte.
Autodidatta di formazione, ha conseguito la maturità classica nel 1999, per
proseguire gli studi artistici presso l'Accademia di Belle Arti di Roma.
Esperienza questa che gli consente di affinare le sue doti innate pittoriche
e soprattutto grafiche.

I suoi elaborati artistici sono frutto dell'esperienza di vita contaminata
da polvere di genio e pennelli di seta, un tocco che resta sempre rispettoso
dell'aspetto emozionale, espresso in modo particolare e del tutto originale,
attraverso un attento uso dei tratti, in cui è riconoscibile  l'importanza 
dei dettagli, degli atteggiamenti, delle fisionomie.
Orientandosi verso il figurativo,  l'artista si impegna in una pittura
moderna, che, inizialmente, prende le sue linee fondamentali
dall'Espressionismo tedesco ed austriaco (Schiele, Kokoschka, Nolde,
Heckel).

Le principali tecniche utilizzate dall'artista sono la pittura ad olio,
acrilici e la sua passione per l'arte africana la trasfonde nelle
xilografie.

 

Filosofo

Formello centro storico

Senza titolo 2007

Winding stair

Hands - 2005

Travellers - 2005

Reflection - 2006

Oooops - 2006

Untitled - 2007

 

Ansia e grido, mistero e rivelazione.

Alessandro Di Gregorio, un artista testimone dei nostri tempi, testimone di
una sommessa, ma non per questo meno sentita voglia di comunicare. La
dimensione poetica della pittura di Di Gregorio, lo spazio in cui si muovono
i suoi personaggi, in cui si generano le immagini-visioni è il buio, la
notte, seppur intesa simbolicamente, generatrice di sogni ed incubi, dove le
immagini, spogliate della loro gamma cromatica, sono ridotte
all'essenzialità del bianco e del nero, le cui tonalità sono ritmate da una
luce assordante che sembra provenire fuori dal quadro per irrompere
nell'intimità della scena. Le immagini dipinte dal giovane artista fondano,
pur confondendosi e fondendosi nell'oscurità, sono descritte con nitidezza
fotografica, verosimiglianza anatomica e attenzione all'espressività; sono
fotogrammi di figure in primo piano che giganteggiano nella scena, inserite
in uno spazio di taglio non facile che continua al di là del quadro, proprio
come in una fotografia che dà il senso di continuità dello spazio e dello
svolgersi della scena raffigurata. Sono donne, coppie, maschere, oggetti che
vivono nell'immobilità del silenzio, in un loro mondo, in una indefinita ora
del giorno, avvolti da un'atmosfera sospesa e misteriosa, dove il tempo si
solidifica in una sorta di presente assoluto.
L'artista indaga la psicologia umana, filmando i movimenti delle persone
comuni nei momenti di solitudine, quando, liberi da maschere ("Masquerade"),
si abbandonano al flusso delle umane fantasie, e nei momenti che precedono
l'amplesso, quando la passione brucia nel fuoco della carne, nell'estasi di
un attimo estrapolato dalla realtà, mentre il mondo intorno continua a
girare nella follia dei suoi giochi. Con un faro accecante, egli sorprende i
suoi personaggi nudi nel groviglio della passione, illuminando di scatto
quegli angoli bui e segreti, dove i particolari si confondono nell'intrigo
erotico dei corpi aggrovigliati, e si perdono nell'infinitezza del fondo
scuro. Ricorrono nella pittura di Di Gregorio le immagini di corpi che si
uniscono, di cui sono fotografati solo alcuni particolari, in luoghi oscuri
indefiniti, in caverne-nascondiglio, rifugi silenziosi di passioni
irrisolte, dove il mondo è ombra assoluta; esse evocano non il mistero
dell'Amore o l'enigma della seduzione, ma semplicemente la dualità,
l'angosciosa perdita dell'unità originaria. La figura femminile, che
predomina nella sua produzione artistica, ("Removal/Approach", "Senhsucht",
"Ecstasy/Agony") non lascia trasparire l'umanità del suo carattere né tanto
meno i sentimenti; le espressioni fisse e conturbate, le labbra grandi e
carnose accentuano l'aggressiva sensualità, è esseri demoniaco, è creatura
erotica e lussuriosa, bella e crudele, riflesso della "femme fatale";
quest'immagine che spesso si ritrova nella pittura moderna, testimonianza
dell'inquieta sensibilità dei nostri tempi e di un mutamento dei costumi e
del pensiero, prende piede, con originalità espressiva, nell'universo
artistico di Alessandro Di Gregorio, in quel suo mondo fantasmagorico ed
allucinato, pervaso da un visionarismo nero, ma che non smarrisce mai la
lucidità nella sua analisi del reale, in cui alla donna è riservato uno
spazio privilegiato.
Una pittura di una modernità agghiacciante, per il suo contenuto spirituale
e sociale, che usa , finemente, gli strumenti della psicoanalisi per
studiare e riportare le dinamiche relazionali e i comportamenti
automatizzati degli uomini nella teatrale quotidianità della vita odierna
("Winding stair"); ma Di Gregorio, denunciando il vuoto morale
dell'indifferenza - attraverso un grido disperato e silenzioso - descrive
situazioni sociali di non comunicabilità della vita quotidiana, dove le
persone agiscono freddamente, rimanendo nell'anonimato, invade l'intimità
dei suoi personaggi, entrando violentemente nei loro spazi privati,
violandone il segreto mistero. L'occhio è il principio della violenza, è il
senso sezionatore che trasforma l'interno in esterno.
(Zaira Daniele)

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Esposizioni personali:

. Agosto 2006: Personale di pittura - "Vari_azioni" - c/o Chiostro comunale
S. Francesco in Fondi (LT), patrocinata dal Comune di Fondi;
. Febbraio 2006: Personale di pittura c/o il Centro Culturale "G.Morandi",
Roma;
. Settembre 2005: Personale di grafica e pittura - "Alter_azioni,
in_sostenibile monocromia" - c/o Chiostro comunale S.Francesco in Fondi
(LT), patrocinata dal Comune di Fondi;
. Settembre 2004: Personale di pittura c/o Chiostro comunale S.Francesco in
Fondi (LT), patrocinata dal Comune di Fondi;
. Luglio 2004: Personale di pittura c/o Tahiti Club in Fondi (LT),
organizzata dall'A.N.G.A.E.(*).
 

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Esposizioni collettive:


. Novembre 2006: Mostra-seminario sulla dialettica dell'incisione
"Calcografia" c/o Palazzo Chigi in Formello (RM);
. Luglio 2006: IV^ Estemporanea di Incisione, indetto dal Centro per
l'Incisione e la Grafica d'arte di Formello (RM), patrocinata dal Comune di
Formello, dalla Provincia di Roma e dal Museo dell'Agro Veientano;
. Maggio 2006: Mostra xilografica c/o Centro per l'Incisione e la Grafica
d'arte in Formello (RM), patrocinata dal Comune di Formello e dal Museo
dell'Agro Veientano;
. Gennaio 2006: Mostra collettiva c/o "Laboratorio Emozionale" in Roma;
. Ottobre 2005: Premiazione III^ Estemporanea di Incisione, indetto dal
Centro per l'Incisione e la Grafica d'arte di Formello (RM), patrocinata dal
Comune di Formello, dalla Provincia di Roma e dal Museo dell'Agro Veientano,
conseguendo il 2° premio(**);
. Luglio 2005: III^ Estemporanea di Incisione, indetto dal Centro per
l'Incisione e la Grafica d'arte di Formello (RM), patrocinata dal Comune di
Formello, dalla Provincia di Roma e dal Museo dell'Agro Veientano;
. Giugno 2005: Mostra xilografica c/o il Centro per l'Incisione e la Grafica
d'arte in Formello (RM), patrocinata dal Comune di Formello e dal Museo
dell'Agro Veientano;
. Agosto 2004: Collettiva di pittura c/o Tahiti Club in Fondi (LT),
organizzata dall'A.N.G.A.E. (*);
. Settembre 2004: Collettiva poetico-pittorica "I colori della poesia" c/o
Chiostro comunale S.Francesco in Fondi (LT), organizzata dall'A.N.G.A.E.
(*), patrocinata dal Comune di Fondi e dalla Regione Lazio;
. Giugno 2002: I^ Estemporanea di pittura "Uno scorcio di Formia", indetto
dal Centro culturale d'arti grafiche, di pittura e scultura "A.Costa" di
Formia (LT);
. Febbraio 2002: Collettiva di pittura "Maschere" c/o Castello Baronale di
Fondi (LT), indetta dall'A.N.G.A.E. (*);
. Maggio 1998: Concorso di pittura murale "Incontriamoci al Portone" in
Fondi (LT), conseguendo il 1° premio.

(*) Associazione Nazionale Giovani Artisti Emergenti
(**) L'opera vincitrice è esposta permanentemente presso la Sala Orsini del
Museo dell'Agro Veientano di Formello (RM).

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Descrizione della poetica pittorica

Una pittura che è ansia e grido, mistero e rivelazione; immagini descritte
con nitidezza fotografica, verosimiglianza anatomica e attenzione
all'espressività, figure che giganteggiano sulla scena e vivono in un loro
mondo, in un'indefinita e indefinibile ora del giorno, quando, liberi da
maschere, si abbandonano al flusso delle loro umane fantasie, quando la
passione brucia nel fuoco della carne, nell'estasi di un attimo estrapolato
dalla realtà, mentre il mondo attorno continua a girare nella follia dei
suoi giochi.

Si tratta di una pittura fortemente emotiva che si rivolge direttamente alla
psiche, come un monito a guardare attraverso una lente d'ingrandimento
dentro la banale realtà delle cose, alla ricerca di un senso ancora
possibile