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Galimberti GianMaria

http://xoomer.alice.it/gianmaria.galimberti

 

               Sono un autodidatta che è solito dedicare il proprio tempo nella realizzazione di quadri. Il mio nome è GianMaria. Ho 37 anni sono nato a Roma e qui vi ho vissuto fino al 1995. I miei studi sono sempre stati alieni alla mia ispirazione. La mia è una ricerca appena iniziata. Questo viaggio inizia nella metà degli anni novanta, nella ricerca di materiale in grado di rappresentare meglio ciò che volevo esprimere. Il tema oggetto delle mie rappresentazioni è l’Universo. Rappresento attraverso la materia o attraverso il pennello l’Universo che c’è in dentro di me, potenzialmente esplosivo, fatto di materia, affascinante, pieno di colori, che rappresenterebbe la soggettività di ognuno di noi e che si dovrebbe realizzare nella vita reale. Questa parte dell’Universo,  non è che una minima parte.  Di contro c’è la parte che completa e che domina l’Universo come un tutto, cioè la non – materia, la “materia oscura”. In questa realtà  i colori vitali vengono soffocati dall’oblio,  dall’ignoto, dalla prepotenza, dall’appiattimento culturale, dall’intollerante silenzio dei nostri giorni,  dalla rabbia,  quindi dal color nero.

La rabbia è rappresentata nei miei quadri dal fuoco, che ripercorre la vita del pianeta, lo segue, lo “marca  stretto”, come se volesse esplodere.

Per quanto riguarda la tecnica io uso la “tecnica mista”. Ho iniziato il mio percorso artistico realizzando quadri polimaterici, in base gesso,  proseguendo fino a giungere alla “tecnica mista” o presunta tale.  Dopo anni ho capito che l’arte mi appartiene,  ma per affinare le mie rappresentazioni figurative ho bisogno di stare dentro l’arte, di viverla e l’unica via per crescere professionalmente e interiormente è quella di condividere l’arte di imparare dal prossimo, di esternare la propria arte ecc. Dunque io sono ben disposto a far parte di un gruppo, di un movimento associativo artistico che mi permetta di esporre le mie opere, che mi accresca le mie facoltà, che mi consenta di confrontarmi ed apprendere ciò che la scuola insegna in campo della pittura e della scultura. Dove andare? Forse…  verso l’astrattismo

Questa crescita avverrà solo con il confronto, con la cooperazione.

 

"Gian Maria Galimberti o Dell’Orfismo del Nuovo Millennio


Conobbi Gian Maria Galimberti nel settembre di tre anni fa ad Arcinazzo
quando, in un fine settimana al crepuscolo dell’estate, egli fu per me
un’autentica rivelazione.

In un angolo della casa di famiglia, infatti, avevo notato una serie di
quadri che, appesi alle pareti senza soluzione di continuità quasi per un
inconsapevole ma efficace horror vacui, sbucavano dalla penombra per
intensità luminosa.

Mi incuriosii ed egli iniziò a raccontarmi della sua vicenda.

“Sono un autodidatta che nel 1990 ha dato principio ad una ricerca di
materiali e tecniche in grado di rappresentare l’Universo che è in me,
potenzialmente esplosivo, fatto di materia, affascinante, pieno di colori
(…), la soggettività (….) che si manifesta nella vita reale. (….) Questa
però non è che una parte della totalità: di contro c’è la non materia in cui
i colori vitali vengono soffocati dall’oblio, dal dover essere altra persona
per vivere, dall’ignoto (…). L’arte è stata ed è per me una fuga dalla
realtà, dalla vita materiale, dalla nostra società, dal consumismo
spregiudicato, dall’appiattimento culturale, in una parola dalla rabbia. Una
rabbia implosa che ognuno di noi tiene dentro, vuoi per la vita che deve
sopportare, vuoi per le disgrazie subite. Rabbia implosa che è rappresentata
nei miei quadri a tecnica mista (polimaterico in base gesso, olio, tempera,
acrilici) dal fuoco che ripercorre la vita del pianeta, lo segue (….) come
se volesse esplodere (….) e provocare un capovolgimento dello status quo”.

Il narrare dell’artista toccò immediatamente le corde più profonde del mio
pensiero.
Mi sovvennero alcuni scritti orfici e misterici in cui si registra
un’insorgenza mistica tesa a rompere la tradizionale barriera tra realtà
divina e umana; o addirittura si rinviene un elemento divino nella natura
umana. E poi la “Tradizione del Nuovo” dell’ Orfismo, quella di Guillaume
Apollinaire che nel 1913 scrive “Il Cubismo orfico è l’altra importante
tendenza della pittura moderna. E’ l’arte di dipingere composizione nuove
con elementi attinti non alla realtà visiva , ma interamente creati
dall’artista (….). Le opere degli artisti orfici devono offrire
simultaneamente un piacere estetico puro, una costruzione che colpisce i
sensi e un significato sublime ,ossia il soggetto, è arte pura”.

All’esordio del Nuovo Millennio all’insegna del relativismo assoluto,
Galimberti è, per via di intuizione, un erede dell’orfismo con un eccesso di
consapevolezza critica che lo porta sempre ad un passo dal baratro."

                                                                                                Marco