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L'arte di
Stefano Oliva volge all'immediatezza e al suo personale vissuto.
Ci trascrive
con perizia ciò che i Suoi attenti occhi si sono una volta soffermati:
scorgendo quei
immensi paesaggi dati da incredibili arsi tramonti,dove la Natura
è ancora la
vera padrona del vivere umano.
La pennellata
è sapiente, da rammentare che il pittore è del tutto autodidatta
e questo ne
accresce il Suo valore. Vi sono giuste proporzioni: si guardi
ad esempio
come il dipinto "African Child" l'equilibrio nel porre i colori e nel
saperli come
fluire sul viso, si guardi a quel chiaro colore che sembra come
"bagnare" una
parte del viso (all'altezza dello zigomo sinistro ed in contropposizione
in alto a lato
della fronte destra ).
La resa
oggettiva dei suoi lavori appare minuta,calcolata o meglio stilizzata, ma
credo che sia
una Sua propria scelta, un proprio Suo sentire.
Paesaggi che
sembrano quasi irreali per quei imponenti, fitte cromie, ma l'abilità
descrittiva
viene anche giustamente modulata ed impreziosita dalla presenza
di locali
giraffe,che ne fanno scorrere ancor di più quel senso,sensazione che il
tempo in quei
luoghi ha un differente significato,privo almeno dei i vacui orologi.
Porrei così
anche l'attenzione al dipinto "Zanzibar":in esso vi è il connubbio con
l'alta
padronanza descrittiva-disegnativa del viso ed il maturo gioco cromatico
delle vesti.
Splendido è
così il dipinto diviso in tre sezioni dal titolo "Black Jewels":
in esso forse
vi è già il testamento pittorico di Stefano Oliva:l'armonia,
la
raffinatezza,l'essenzialismo e perchè nò il ricordo, .
VALERIA S .LOMBARDI
Dott.ssainStoria dell'arte contemporanea
c/o Università Statale di Milano
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EuroArte N° 4 Gennaio Febbraio 2006
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Corriere Canadese 13 Marzo 2008
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